The Linus Blog

Keep Barcelona Weird

A quanto pare, i miei amici anarchici bolognesi hanno deciso di andarmi a segnalare per tutto il #fediverse come disturbatore e calunniatore. Nel ben più classico “playing victim” di movimento, dicono che gli sto dando dei “fascisti”. Non è vero, loro lo sanno, chi legge queste righe lo sa (o lo può verificare rapidamente) e quindi non continuerò questa polemica.

Nel frattempo, mi rincuora vedere che l'attività politica in qualche misura procede, e che Potere Al Popolo continua ad essere quello che è stato fin dall'inizio. Un gruppetto di poveri disgraziati come me che hanno deciso di fare qualcosa e di dedicarci del tempo e delle energie.

Gente che prova a fare qualcosa, un ruolo purtroppo abbastanza scomodo e decisamente ingrato. Quando fai le cose ti sporchi le mani e cominci a sudare, e c'è sempre qualcuno pronto a farti notare quanto puzzi. Se stai fermo non rischi di emanare cattivi odori, non ti sporchi, non impieghi tempo in faccende noiose. Ti mantieni lindo ed “intonso”, con De André nella tua playlist Spotify (segretamente premium) che ti fa credere che se te la prendi con i “partiti istituzionali” sei più figo degli altri.

E, in effetti, così sporchi di sudore e con le mani sporche di burocrazia di certo non sembriamo per nulla “fighi”. Ce ne faremo una ragione.

Io, dal canto mio, spero solo di non cedere all'estetica inversa, finendo per giustificare ogni compromesso con la necessità imposta dall'azione, giusto per non finire a 50 anni a votare per un governo di larghe intese dicendo a me stesso che anche Gramsci/Lenin/Bakunin/Mao o altre figure del Pantheon a caso avrebbero fatto lo stesso.

Non esiste una “via di mezzo” tra restare fedeli ai propri principi e divenire efficaci nell'azione politica. Esiste un'interpolazione positiva tra le due cose, ed è esattamente la sua ricerca incessante che ci fa stancare, sporcare e sudare ogni giorno.

Il problema è che ci siamo scelti un percorso difficile. In Italia la questione è sempre stata chiara. La sinistra è nata come una monarchia del Partito Comunista e troppi passi avanti non è che ne ha fatti. Il movimento ne ha rappresentato la sua antitesi, arrivando spesso alle estreme conseguenze di un nichilismo antipolitico che non portava a nulla. Noi non abbiamo cercato una sintesi, anche perché Hegel ogni tanto stufa e non ha sempre ragione. Abbiamo preso gli uni e gli altri, e li abbiamo sfidati a campo aperto.

È questo che ho visto in Potere al Popolo. Una provocazione sfrontata, diretta tanto a quei burocrati senza scartoffie di Rifondazione, quanto al manierismo di movimento, quello di chi è sempre troppo radicale e puro per presentarsi alle elezioni. L'intenzione di voler spezzare tanto il partitismo ottuso e soffocante della cultura comunista italiana, quanto il ribellismo ancora più ottuso di quell'area pseudo-anarco-autonomo-libertaria che si percepisce come la grande novità di belle speranze del progressismo radicale da almeno una quarantina d'anni.

Alla fine dell'ultima polemica sulla mia presenza sul server di bida qualcuno mi diceva: eh vabbè, ma cosa pretendi? Parli di Potere Al Popolo su di un server di anarchici? Esatto. Ed è esattamente il mio punto, col tempo magari lo capirete.

Certe dinamiche non ce le possiamo più permettere, e quindi le dobbiamo sabotare.

Volevo scrivere qualche ulteriore considerazione su quanto successo. Ma la cosa non ha abbastanza importanza per continuare a perdere il mio tempo su questo. Meglio godersi il primo weekend con il nuovo lavoro, la firma del contratto e tutto il resto, e dedicare il ticchettìo delle mie dita alla causa del DNA mobile.

Tanto il fediverse non lo abbandono. Ho un nuovo account (già reso bida-free dallo zelo dei bolognesi).

Se volete ci sentiamo su @linus@todon.nl

Insomma la cosa va così:

  • Giorni fa scrivo un post in cui avviso che ho creato un blog per l'assemblea territoriale di PaP- Barcelona. Io scrivo su write.as e spesso condivido su mastodon.

  • Ero (ero) iscritto al nodo di bida, dove bivaccano quei simpatici “hacker” (generoso qui) che a occhio e croce sono gli stessi che bivaccavano alla Torre dieci anni fa e giravano per hackmeeting. Magari c'è qualche nuovo ragazzino fomentato.

  • Condivido il post su bida senza neanche pensarci.

  • Mi contattano intimandomi di levare il post perché fa propaganda ad un partito e questo è vietato.

  • Gli dico che non voglio cancellare il post e se mi vogliono censurare che lo facciano loro.

  • Mi rispondono che loro non censurano come Facebook ma condividono la gestione con gli utenti in senso orizzontale e assembleario e che dovevo essere io ad automoderarmi.

  • Faccio rispettosamente notare che quanto sto facendo non è definibile come “propaganda” (leggete il post) e che PaP non è neanche definibile come un partito

  • Mi sospendono l'account impendendomi di comunicare con il resto della piattaforma

  • Gli chiedo di descrivermi l'ebbrezza di esercitare il potere autoritario su di un altro essere umano

  • Mi cancellano l'account e mi impediscono di entrare su bida.

Questa è la gestione libertaria e democratica di questo gruppo di poveri inetti che ignora lo stesso abc della convivenza civile e democratica. Ci avevano promesso tante cose, invece bah, si comportano come questorini del ventennio.

Nonostante abbia particolarmente in odio il dare annunci via internet, devo condividere con voi uno di quei “life update” degni di nota, specie per chi – bontà sua – si ostina ad avere a cuore la mia situazione.

Da due giorni ho iniziato a lavorare come bioinformatico all'Istituto di Biologia Evolutiva dell'università Pompeu Fabra di Barcellona. Il mio laboratorio è nel fantastico centro sul mare dell'immagine, fantasticamente a dieci minuti da casa mia. Nel frattempo, sto ancora finendo il dottorato al posto in cui ero prima.

La cosa è consentita. L'Università dove sono immatricolato come dottorando mi consente di mantenere la mia posizione accademica anche se non sono più dipendente del centro di ricerca dove ho fatto il PhD (e cioè il CRAG).

Manca giusto di concludere la scrittura della tesi. Ce la farò, lo prometto.

Volevo farvelo sapere, ma visto che ho iniziato il primo aprile (e visto che sono pur sempre io), per evitare frainendimenti meglio uscirsene con un paio di giorni di calma.

A Barcellona, si sa, siamo dei “fighetti alternativi”. Città del design e del liberty, ha sempre avuto un pallino per la grafica ed un certo stile ricercato ma pur sempre con una forte impronta popolare e “de sinistra”, tendente all'hipster in maniera quasi inconsapevole, o magari voluta ma comunque poco riuscita o riuscita in modo strano, peculiare. Barcellonese.

E quindi, visto che ci piace fare i fighi in città, anche noi dell'assemblea di Potere al Popolo abbiamo deciso di aprire un sito internet nostro, indipente e libero dalle reti sociali. Capace di fare quello che dovrebbe fare lo spazio sul web di un gruppo, ovvero far sapere cosa facciamo, perché lo facciamo, e dare i contatti per raggiungerci e collaborare con noi. Quelle vecchie e care mansioni di ogni buon sito internet che sembrano essersi perse in una specie di delirio di storie, tag e video in diretta.

La gioia di comunicare senza l'ansia di influenzare.

Il sito pap.cat è ancora in costruzione, ma sarà riempito a breve di contenuti.

Vediamo dove porta tutta questa storia.

Il tizio in foto è l'ex consigliere comunale di Barcellona della sinistra indipendentista (la CUP) Josep Gargantè. Conduttore di autobus della TMB e sindacalista, qui ritratto in una forma smagliante e in una t-shirt ancor più bella, sfoggiata nel pieno di un consiglio comunale.

La maglietta recita “ACAB – Ada Colau Alcaldessa de Barcelona”, ritraendo la sindaca (non ho mai capito perché) con le orecchie di Topolino.

La provocazione serviva a protestare contro le violenze della polizia catalana a Grácia in occasione dello sgombero del Banc Expropiat, ed è meglio non dimenticare quella storia, né i suoi protagonisti, nello specifico, dobbiamo sempre tenere a mente che:

  • Il centro sociale anarchico Banc Expropiat aveva occupato una ex- filiale di una banca catalana, la CatalunyaCaixa (assorbita dalla BBVA nel 2016)

  • Il sindaco precendente di centro-destra Trias pagava di nascosto la proprietà per non fargli sporgere denuncia alla Generalitat, così quelli non sgomberavano e si evitavano cazzi.

  • La Colau arriva e decide di non pagare più, ma non riesce a mettersi d'accordo con la proprietà e con gli occupanti. Parte la denuncia, sgomberano e la Vila De Grácia finisce in guerra civile per quasi un mese.

  • Gargantè si presenta addobbato in quel modo al consiglio comunale di Barcellona.

Chi dimentica Garganté è complice. Perché in lui è tutto il dramma della sinistra nelle istituzioni.

Bisogna ammettere che l'assenza della possibilità di commentare questo blog è decisamente divertente. La piattaforma è ancora in via di sviluppo, e un sistema di commenti non è stato ancora implementato. Nel frattempo, qualsiasi obiezione ai miei post ve la tenete per voi. Stronz*.

Il sistema che uso, write.as, si avvale di diversi servizi genericamente indicati con l'estensione a dominio “.as”. Per caricare le immagini utilizzo snap.as ed il terzo della “famiglia” dovrebbe essere un tutt'ora oscuro remark.as, il sistema che – in qualche maniera – dovrebbe integrare i commenti nei blog di write.as. Prima o poi lo attiveranno. Vacci a capire qualcosa di questo writeas, però mi piace. Più di wordpress.com.

Quindi – e ancora per qualche tempo – dovrete accettare questa ulteriore bestemmia verso la routine social dell'internet contemporaneo. Io scrivo, voi leggete. E basta, niente commenti, niente reazioni, niente like né interazioni. Solo un monologo, come se questa fosse una radio a valvole accesa su qualche canale ai margini dell'FM, in cui un conduttore con problemi d'alcol tenta di convincervi della bontà delle pennette alla vodka e dei giri di basso dei primi Marlene Kuntz.

Tocca finire questa cazzo di tesi, consegnare la bozza entro una settimana e proseguire. Se non perdo troppo tempo, ce la faccio. Nel frattempo, centellino qualche aggiornamento personale nei seguenti comodi punti:

  1. PaP Barcelona si sta riattivando. A breve dedicherò una mezz'ora alla nuova pagina web. Si, sono di Potere al Popolo. Problemi?

  2. Sto ritornando a emacs. Quando raggiungi una certa consapevolezza computazionale*, allora capisci quanto la semplicità ti faciliti. È il momento di tornare a fare tutto con emacs.

  3. Continuo a chiedere a Google quando uscirà la nuova stagione di Bojack Horseman

  4. Mi hanno estratto un dente.

  5. Non mi ha fatto poi così male. Se cercate un dentista alla Barceloneta so dove mandarvi.

  6. Sono pronto ad annunciare che mollo thelinus.blog sulla piattaforma wordpress per passare a questo. Motivi etici e di consapevolezza computazionale, come spiegavo prima.

Torno a scrivere la tesi.

  • La consapevolezza computazionale corrisponderebbe, nel mio linguaggio, ad uno stato di profonda conoscenza di te stesso, del computer e del rapporto tra di voi.

Ci avevano chiamato a partecipare ad un percorso che promettevano non essere il solito partitino verticista. Siamo finiti a fare le truppe cammellate di qualche 40 enne in cerca di una carriera politica.

Poco male, ci riprenderemo chell che è 'o nuost' a chi finirebbe per capire l'espressione. Il “nostro”, ovvero orizzontalità, democrazia, trasparenza, comunicazione, libertà individuali, rispetto per i militanti.

Il nostro.

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