The Linus Blog

Keep Barcelona Weird

Ieri ero a Pl. Sant Jaume, insieme alla gente che assisteva e manifestava per l'investitura della sindaca. In pratica, la Colau ha perso di poco contro la sinistra repubblicana, ma è stata riconfermata coi voti della destra che preferisce subirsi la sua rivoluzione puramente estetica e per nulla efficace, piuttosto che un sindaco indipendentista e repubblicano. Repubblicano per davvero. Mica scemi a Pedralbes.

Me ne stavo lì in piazza e mi passa vicino una ragazza di mia conoscenza. Vive qui anche lei, ha un blog anche lei (ma il suo è più bello e meglio scritto), e mezzo mi detesta da quando ho criticato apertamente la sua associazione politica. Succede nel mondo in cui vive Linus.

La vedo e mi saluta appena, si faceva strada tra gli indepe per raggiungere il gruppetto di sostenitori di #adalcaldessa in fondo vicino all'entrata. Faccia lunga che manco Bojack Horseman. Eh già, quattro anni fa era diverso. La città salutava questa sindaca dei movimenti che aveva scardinato le logiche della vecchia politica. Oggi la stessa fa accordi con chi aveva promesso di combattere per restare al governo. Volendo riassumere:

Magari aveva sonno, ma la faccia lunga sarebbe comunque giustificata. In piazza c'erano almeno 3000 persone, di cui 150 a favore della Colau e il resto indepe incazzati contro l'accodo di governo. Qalche eroe dell'informazione ha pure provato a rigirarsi la frittata, facendo passare i fischi per la sindaca in applausi, ma gli si è rigirato in faccia. Leggete queso, è divertente.

Se vi addentrate nei meandri delle risposte, magari viene anche a voi il sospetto che questo blog sia più letto di quanto io stesso possa pensare (assieme alla certezza su chi gestisce il twitter di PaP Barcelona). Nessun problema, siete i benvenuti qui.

  1. Mi sono tolto da Facebook. Il profilo facebook.com/linuds non esiste più. Non è più raggiungibile e – essendo passato un mese dalla sua disattivazione – non è più neanche riattivabile. #Goodbyefacebook

  2. Sono vicino alla fine della scrittura della tesi di dottorato. Presto saprete qualcosa su questo, sto provando a far si che sia a fine luglio. Vi farò sapere.

  3. Sono molto contento della vittoria della Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) alle ultime elezioni comunali e si, la preferisco di gran lunga alla famosa Ada Colau, anche se avrei votato per la CUP e mi dispiace che non stia in consiglio comunale. Non ho votato perché mi sono bruciato di andare a registrarmi. Ora ci sono le consultazioni per nominare il sindaco o la sindaca (qui non c'è il ballottaggio e ogni volta s'impiccano per sceglierne una o uno). In questo filo spiego un po' la situazione. Perché Maragall meglio della Colau? Perché tanto sono entrambi riformisti di sinistra, ma almeno il primo difende la Repubblica del 1 Ottobre, mentre la seconda dice di essere repubblicana ma poi fa accordi con i socialisti monarchici (?) del PSC. La destra cittadina la vorrebbe sindaca. E ho detto tutto.

  4. La politica italiana va sempre peggio ma non aspettatevi da me pacche sulle spalle. La colpa è vostra e del buco nero in cui avete ficcato ogni forma di politica progressista, intrappolata nella lotta eterna fra un partitismo insensato e un antipartitismo esistenziale che non porta da nessuna parte. C'è gente che ti rompe il cazzo ogni due per tre perché l'associazione o il partito che sostieni non è numericamente consistente (le percentuali da prefisso, bisogna vincere, dobbiamo restare uniti...) ed è ossessionata dai partiti di massa. Poi ci stanno quelli che se solo provi a presentarti a un'elezione allora sei una merda. Nel frattempo la politica che non facciamo ce la fanno altri, e i risultati sono quelli che sono. Magari è il momento di cambiare atteggiamento: lavoro nei territori e progetti elettorali validi e sostenibili.

  5. Proprio per questo, i progetti si sono arenati. Pensavo di fare un altro blog, ma non trovo la giusta motivazione. Si pensava ad un altro podcast, slegato da percorsi politici ma che magari parla di politica. Tra le tante cose, almeno i podcast sono divertenti.

  6. Ah si, c'è pure Potere al Popolo. Stiamo arrivando a un punto importante di questa esperienza, e provo a non dire altro. Ci saranno delle novità che comunicheremo a breve, in buona parte motivate da quanto scritto nel punto 4.

  7. Probabilmente quest'estate andrò in Nord Europa. Per le vacanze. Si, vado anche in vacanza. A volte mi capita di condividere una foto – che ne so – di Vienna, e la gente che commenta: ehi, ma non stavi a Barcellona? Vado anche in vacanza.

  8. Reddit è meraviglioso. Andateci e non ve ne pentirete. E mollate quel cazzo di Facebook, non vi siete già rott* il cazzo?

  9. Non ho davvero dieci punti per voi. Ma ormai il titolo è quello, che videvo fare?

  10. Beccatevi il pezzo del giorno allora, che gli anni passano in fretta e si, questo video venne pubblicato esattamente 20 anni fa.

Si, alla fine non si può dire altro che questo. Le settimane precedenti mi hanno fatto capire diverse cose, e spero che non sia troppo tardi per arrivare a certe conclusioni. Forse il mio errore è semplicemente stato quello di non capire che per quanto possiamo pensare che quel che facciamo possa coinvolgere il lavoro di molti, ma alla fine sono le convergenze tra pochi che funzionano. I Beatles non avevano un sito, e comunque su quel sito non ci sarebbe stata la sezione “partecipa” con tanto di contact form.

E quindi la cosa è semplice: bisogna andare avanti da soli, ed è quello che farò. Sto lavorando a qualcosa che spero prenda corpo presto. Questa volta, voglio fare tutto da solo.

A volte ho voglia semplicemente di scendere per un secondo. Deve essere questo che mi fa passare giorni così strani durante alcuni periodi dell'anno. Piano piano, usciamo da questo incubo del cazzo.

Le cose spesso sono più semplici di quanto le facciamo. Era sabato. Ero in metro, circondato da ragazzi di poco meno di 20 anni, catalani. Parlavano delle elezioni, e un futuro elettore della sinistra catalana stava punzecchiando una ragazza appena conosciuta che affermava di schierarsi con i liberal-conservatori di Ciudadanos. Lei molto carina*, lui chiaramente interessato.

Mi hanno fatto pensare a una cosa. Erano molto vicini a me, e se mi avessero chiesto cosa avrei votato io, la cosa sarebbe passata per il rituale “ehi, io non voto, sono italiano”. Però da lì mi avrebbero sicuramente chiesto chi voterei in Spagna e chi voto in Italia.

Allora ci ho pensato. Per noi italian*, oggi, è molto difficile affermare con una certa tranquillità la nostra preferenza. Non abbiamo qualcuno da sostenere, di cui essere se non fieri quantomeno non del tutto schifati, o schifosi, nel caso quel qualcuno sia Salvini.

Se fossi americano, potrei scegliere fra Sanders e Warren. In Francia avrei Melenchon, e non ci sarebbe alcun problema nel dire di votare Corbyn, se fossi un suddito del Regno Unito. In Italia, le cose sono diverse.

Si, certo. Questo porta ad una maggiore consapevolezza dei limiti della democrazia di rappresentanza, ma indica anche uno stress non da poco. La gente, alla fine, non vuole altro che sapere di potersi affidare a qualcuno che – in qualche maniera – possa pensare alla difesa dei suoi diritti mentre la vita va avanti con i suoi alti e bassi.

A quella risposta, alla fine, prima o poi bisognerà rispondere. In un modo o nell'altro.

*Ovviamente, lo dico assoluto distacco, visto che se avessi fatto qualche cazzata in adolescenza, quella portrebbe essere mia figlia.

A strigne, quello che ho capito delle elezioni spagnole è stato questo:

Andate a vedervi il thread.

Sia chiaro, il problema è mio. Generalizzare la cosa dicendo che il problema è in realtà collettivo, sarebbe qualcosa a metà tra lo scarico di responsabilità e un imbarazzante egocentrismo. Provo a evitarmelo e a evitarvelo. Ho “sbroccato” su questa storia del 25 Aprile per motivi miei, connessi con la mia personale motivazione e con la delusione per certe dinamiche. Ma questa è una cosa che è successa a me. Il problema è mio e me lo gestisco io. Su questo non c'è dubbio.

Siamo tutti in crisi? Si, ma non è questo l'epilogo della mia storia volto a “buttarla in caciara”. Ricordo le parole di A. poco più di tre anni fa. Parlando della possibilità di estendere Barnaut alle attività di altri compagni, la sua formula fu piuttosto secca: siamo sempre gli stessi, facciamo le stesse cose, uniamoci. Giusto, sacrosanto. Peccato che – a tre anni di distanza – non solo non ci siamo mai uniti, ma tutti i progetti che abbiamo messo in campo stanno venendo meno. E lo stanno facendo per inerzia, assenza di motivazione e conflitti personali.

Riprendendo un'allegoria di biblica memoria, il seme muore per dare la vita, e per questo non c'è tristezza associata alla sua dipartita. Certo, se il seme muore e il germoglio non cresce, allora si che uno si dispiace. Sapevo bene che il tempo di Barnaut sarebbe stato limitato. Quando ho capito che l'idea originaria di un magazine a tutto tondo era sfumata, ed ho visto che ci andavamo incorporando sempre di più alle dinamiche di movimento, sapevo che questo implicava accettare anche l'idea di un superamento del progetto stesso. Il punto è che speravo che il superamento implicasse la costituzione di qualcosa di nuovo e più grande. Invece un cazzo. Barnaut è morto come da copione, lasciando dietro di sé un triste vuoto.

Fate caso a una cosa: litigi, malumori, incomprensioni, personalismi (nei quali mi includo, chiaramente). Quegli stessi che fanno sempre le stesse cose non vanno più tanto d'accordo.

Sarebbe il caso di capire che succede? Non lo so. Fate voi. Io credo che sia un problema grosso. Credo che si stia rinunciando a portare il nostro contributo alla causa, cosa davvero spiacevole e disdicevole per chi ha coscienza politica (lo spiegheró nel prossimo post). Dal canto mio rinuncio a metterci le mani, aspettando che qualcuno si faccia avanti con idee migliori di quelle che ho messo in campo. Per quel qualcuno sarò sempre a disposizione, ma intanto faccio le cose a modo mio, con quello che riesco a fare e con chi ci sta.

E se a lor signori la cosa fa tanto schifo, tenteró di farmene una ragione.

Ammetto che fra finire la tesi e le controversie di cui vi ho messo a parte, sono tornato nell'indulgere con il social network di Mark. Quello da cui ho promesso di andarmene e quello da cui, si... Me ne andrò. Prima o poi.

Una delle cose che mi mantengono attaccato a quel social è il gruppo dei fan dei Simpson, il Sacro Ordine dei Tagliapietre. Si parla di Simpson, si organizzano videoparty... Carino, decisamente. Lavori e ti arriva una notifica che ti avverte che qualcuno sta condividendo live una puntata dei Simpson. Giuro che se c'è una cosa che mi rende davvero difficile il lasciare Facebook come mi sono promesso, è proprio quel cazzo di gruppo.

Ce la farò, promesso. Tanto che decido di salvare qui quelle due uniche immagini condivise sui Tagliapietre, due meme che ho fatto io e che avranno raccolto insieme un migliaio di like (il gruppo è molto grande e frequentato).

Davide Longombardo è il nome di un tizio che si ostina a pubblicare meme “di destra”, che come recita il breviario del #rightcantmeme, sono simpatici come un attacco di diarrea. Al ventisettesimo attacco, ho pensato di ironizzare così, in stile Simpson.

Martedì scorso l'Aiax ha eliminato la Juve dalla Champions. E io, da bravo Tagliapietre:

Le metto qui, perché il #deletefacebook è ancora tra le cose da fare, e queste due immagini erano piaciute tanto che sarebbe un peccato.

La cosa divertente è che gli fa una paura mortale. Mi sono indignato anche io quando ho visto il titolo canzonatorio e bulleggiante di Libero, il solito titolo di quel giornale di merda. “Vieni avanti Gretina”. Però l'indignazione ha lasciato il posto ad una domanda: si ok, ma perché prendersela tanto con Greta Thunberg? Alla fine chi è? Una ragazza, una ragazza molto giovane che protesta per il clima. Che cazzo di male può farti?

E invece no, la “piccola Greta” viene attaccata, e si viene attaccati quando si è percepiti come nemici. Nella fragile narrazione di potere di questa nuova alt-right, il punto è che il dibattito pubblico deve essere indirizzato e concentrato sui pochi temi in cui si è forti: immigrazione, UE e altre “minacce esterne” in cui si costruisce l'idea che chi vota è la vittima irresponsabile, i nemici sono altri, e chi è votato è la soluzione.

Da una parte, l'ecologismo che ci vede tutti corresponsabili del Pianeta distrugge questa costruzione, dall'altra, la “piccola Greta” viene qui e si mette a parlare d'altro come se niente fosse, riempiendo le piazza su qualcosa per la quale né la Lega né i CinqueStelle hanno una linea politica, una posizione, un'idea o qualche cosa da dire. E questo è sicuramente destabilizzante.

Concludiamo con il paternalismo patriarcale. La “piccola Greta”. Donna, giovane, nello spettro autistico. Quella piccola non è, ma sicuramente una certa reductio è funzionale ad esorcizzare la paura che mette.

#green #commons

Con questo articolo, vorrei chiarire una questione che a questo punto necessita di qualche delucidazione. Ho deciso di cambiare radicalmente la mia attività politica e la natura di molte relazioni che da essa si erano sviluppate. Questo testo riguarda solo alcune persone, ma è aperto a chi voglia sbirciare all'interno di dinamiche una volta “interne” e che ora scelgo di rendere più visibili. To whom it may concern, to whom it may intrigue.

Tutti arrivano ad un punto di rottura. Sono anni che sputo letteralmente il sangue sulla costruzione di una realtà politica che raccolga le istanze e gli sforzi di chi vive questa città da immigrato. Barnaut doveva essere solo un punto d'inizio. Iniziare dall'informazione e dalla lingua italiana per poi estendersi ad altre collettività nazionali e a un'azione politica più ampia. In una città radicalmente internazionalizzata come Barcellona, avremmo avuto la possibilità di costruire qualcosa, una interazione politica con ben pochi precedenti. Purtroppo, la cosa non si è concretizzata. E non si è concretizzata perché la maggior parte delle persone che si sono avvicinate ai diversi progetti messi in campo, non ha avuto la maturità necessaria di mettere il proprio ego da una parte e di rinunciare ai propri personalismi.

Sono stanco, e sapete di cosa parlo. Sono quello che lavora ore sulla tastiera per mettervi su il sito internet, farvi il logo ed organizzarvi cose che alla fine non vi dispiacciono, come ad esempio i podcast. Sono quello che ha ideato ed implementato quella Barnaut che tanto vi faceva invidia, perché non era un'idea vostra. Sono quello che avete lasciato solo, a Long Island, a fare i podcast su Barcelona perché avevate deciso di darvi alla macchia. Sono quello che ha fatto tutta la grafica della stessa Fanatics che avete deciso di far morire, sono quello che avevate contattato per fare il logo e il sito di Laica, quando era palese che quest'ultima rappresentasse solo un tentativo di sussumere Barnaut e farmi fuori, come parte di una piccola vendetta personale. Sono quello che ha dovuto giustificare le proprie scelte di vita privata in riunioni di movimento. Sono quello che si è andato a prendere le accuse di sessismo per ragioni che mi sono tutt'ora oscure. Quello che passava ore a preparare un podcast, circondato da gente che se lo ascoltava alla lettera sperando che dicessi qualcosa di sessista da potermi rinfacciare (rimanendo puntualmente a bocca asciutta).

Dopo tutto questo, sono stato anche quello che era comunque disposto a continuare, a far rivivere la cosa dopo che ogni comportamento distruttivo era stato messo in campo ed era pronto a tornare.

I vasi traboccano, e di certo l'ultima goccia non può rispondere di altro che delle sue responsabilità di goccia, e non del diluvio che provoca. Però, dopo tutto questo, sentirmi snobbato politicamente perché ho deciso di entrare in PaP, beh è decisamente l'ultima cazzo di merdata che mi fate.

Al fine di essere completamente chiaro, vi dico che ho intenzione di interrompere ogni partecipazione ai gruppi in cui sono attivo, a eccezion fatta di PaP e dei progetti ad esso associati (tanti, belli e tutti autorganizzati alla faccia vostra). A conti fatti questo si limita a Fanatics, ma è il messaggio che conta. Ritiro inoltre qualsiasi disponibilità a progetti futuri, collaborazioni, produzioni di siti internet e altre cose che mi facciano perder tempo per poi venir abbandonate come un giocattolo vecchio.

Come spiegavo nel post precedente, appartengo alla generazione che non può permettersi la politica per postureo. Per me è una cosa seria, vi prego di rispettarlo.

Resto aperto ad ogni dialogo e comunicazione che riteniate opportuna. La cosa non è personale e non avrà conseguenze sul piano personale.

JKR

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